Progettazione e Normativa
⏱️ 11 min di lettura • Aggiornato il 2026-08-31

Quante Prese e Punti Luce Servono per Ogni Stanza: la Guida CEI 64-8

La norma CEI 64-8 stabilisce il numero minimo inderogabile di punti presa e punti luce per ogni vano dell'abitazione: in cucina servono almeno 5-8 prese (di cui almeno 2-4 sul piano lavoro), in camera matrimoniale almeno 6 prese, in soggiorno da 6 a 12 punti a seconda della metratura.

Quando si progetta una ristrutturazione o la nuova distribuzione degli spazi interni di un'abitazione, una delle decisioni più importanti riguarda il dimensionamento del numero di prese elettriche, punti luce e interruttori di comando per ciascun ambiente. Progettare un numero insufficiente di prese costringe all'uso continuo di prolunghe e "ciabatte" multipresa, che rappresentano una delle prime cause di surriscaldamento e principio d'incendio nelle case italiane.

In risposta diretta: la Norma CEI 64-8 (Allegato A) fissa il numero minimo di punti per vano per ottenere la conformità di Livello 1 (Base). In una cucina servono minimo 5 prese (con almeno 2 sopra il piano di lavoro per piccoli elettrodomestici) più le linee dedicate; in camera matrimoniale servono almeno 6 prese; in soggiorno da 6 a 12 punti presa in funzione della superficie; in bagno almeno 2 prese a distanza di sicurezza.

In questa guida illustriamo la tabella delle dotazioni minime per stanza secondo i 3 livelli della norma CEI 64-8, offrendo suggerimenti pratici per la progettazione di un impianto elettrico a Roma.

Tabella Dotazioni Minime per Stanza (CEI 64-8 Livello 1)

Ambiente / Locale Punti Luce Minimi Punti Presa Minimi Prese Dati / TV
Cucina abitabile 1 punto luce 5 prese (min. 2 su piano lavoro) 1 TV
Soggiorno / Living 1 o 2 punti luce 6 prese (<20 mq) / 10 prese (>20 mq) 1 TV + 1 Dati RJ45
Camera matrimoniale 1 punto luce 6 prese (ai lati del letto e comò) 1 TV + 1 Dati RJ45
Cameretta singola 1 punto luce 5 prese (comodino + scrivania) 1 TV + 1 Dati RJ45
Bagno principale 2 punti luce (generale + specchio) 2 prese (lavatrice + specchio) -
Ingresso e Corridoio 1 punto luce per tratto 1 o 2 prese di servizio 1 Citofono/Videocitofono

I 3 Livelli Prestazionali della Norma CEI 64-8

A seconda delle esigenze di comfort e automazione, la norma prevede tre scaglioni:

  • Livello 1 (Base): Rispetta la tabella sopra riportata ed è la dotazione minima per legge per ottenere la DiCo.
  • Livello 2 (Comfort): Aumenta del 20-30% il numero di prese per vano, include videocitofono a colori, luce di emergenza in ogni stanza e sistema di gestione carichi anti-blackout per evitare distacchi del contatore.
  • Livello 3 (Domotico Smart): Include building automation avanzata con controllo luci, termoregolazione multizona, motorizzazione tapparelle e gestione carichi da smartphone.

Consigli Pratici di Posizionamento delle Prese

Per massimizzare la vivibilità degli ambienti senza ricorrere a ciabatte:

  • Zona TV e Smart Home: Prevedi una scatola 506 (6 moduli) o due scatole 504 affiancate dietro il mobile TV con 4 prese Schuko/bipasso, presa antenna TV e almeno 2 prese di rete Ethernet Cat 6A schermate per smart TV e console.
  • Zona Scrivania / Smart Working: Installa un gruppo di almeno 4 prese sopra battiscopa affiancate da presa dati per computer, stampante e monitor.
  • Piano di Lavoro Cucina: Posiziona le prese a un'altezza di 110-120 cm dal pavimento finito, a debita distanza dal lavello e dai fuochi.

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Perché i Minimi Non Bastano Quasi Mai: Progettare sulle Abitudini

Le dotazioni minime della norma servono a garantire che un'abitazione sia utilizzabile in sicurezza, non a renderla comoda. La distanza fra i due obiettivi si misura in prese, e chi ristruttura se ne accorge sempre troppo tardi, quando i muri sono chiusi.

Il metodo che funziona non parte dai numeri ma dall'uso reale delle stanze. Si prende la planimetria, si disegna la posizione definitiva dei mobili — letto, divano, tavolo, scrivania, elettrodomestici — e solo a quel punto si contano i punti necessari, aggiungendo un margine per ciò che cambierà. Un impianto progettato sulla pianta vuota produce sistematicamente prese dietro gli armadi e nessuna presa dove servirà la lampada da lettura.

Ci sono poi alcune abitudini contemporanee che i minimi non contemplano affatto: la postazione di lavoro da casa, che richiede un gruppo di prese e almeno un punto dati; la ricarica simultanea di più dispositivi accanto al letto e in cucina; i televisori a parete, che pretendono presa e passaggio cavi all'altezza giusta; gli aspirapolvere robot, che hanno bisogno di una presa a livello del pavimento in una posizione fissa; le smart TV e i decoder, che oggi vogliono più rete che antenna.

Stanza per Stanza: Dove si Sbaglia Più Spesso

Ingresso. È la stanza più trascurata e quella dove servono più cose di quante si pensi: un punto luce comandato da almeno due posizioni, una presa per l'aspirapolvere, spesso il posto interno del videocitofono e, sempre più, il quadro dati o il router. Un ingresso progettato con una sola presa costringe a prolunghe permanenti.

Soggiorno. Il fabbisogno si concentra su due punti: la parete del televisore, dove servono più prese ravvicinate più il punto dati, e la zona del divano, dove servono prese basse per le lampade e prese accessibili per i dispositivi. Il terzo punto critico è il tavolo: se in soggiorno si mangia o si lavora, va previsto un punto a pavimento o a parete raggiungibile senza cavi che attraversano il passaggio.

Cucina. È la stanza con la densità di carico più alta e quella dove il dimensionamento sbagliato si paga subito. Gli apparecchi ad alto assorbimento — forno, piano cottura elettrico o a induzione, lavastoviglie, lavatrice se collocata qui — richiedono circuiti dedicati, non prese aggiunte al circuito generale. Sul piano di lavoro servono prese in numero sufficiente e a una distanza di sicurezza dai punti d'acqua, e va prevista la presa per la cappa e quella per il frigorifero, distinta e facilmente accessibile per non doverlo spostare a ogni necessità.

Camera da letto. Il minimo di norma qui è particolarmente lontano dall'uso reale: servono prese su entrambi i lati del letto, all'altezza corretta rispetto ai comodini, il punto luce comandato dall'ingresso e dal letto, e una presa libera per l'aspirapolvere o un eventuale condizionatore portatile. Nelle camere dei ragazzi vanno aggiunti scrivania e punto dati.

Bagno. Qui la logica cambia: comandano le distanze di sicurezza dalle zone d'acqua e i gradi di protezione degli apparecchi. Le prese vanno collocate fuori dalle zone prescritte, tipicamente presso il lavabo per asciugacapelli e rasoio, e ogni apparecchio installato nelle zone prossime a doccia e vasca deve avere il grado di protezione richiesto. Le lavatrici in bagno vanno alimentate con presa dedicata e collocata correttamente.

Balconi, terrazzi e cantine. Servono almeno un punto luce e una presa con grado di protezione adeguato all'esterno, protetti da un proprio differenziale. È l'ambiente in cui l'umidità produce nel tempo le dispersioni che poi fanno scattare tutta la casa, ed è la ragione per cui separare questi circuiti è una scelta che ripaga.

Altezze e Posizioni: le Misure che Rendono un Impianto Usabile

Un impianto corretto sul piano elettrico può risultare scomodo per tutta la vita dell'abitazione se le quote sono sbagliate. Alcune regole pratiche consolidate aiutano a evitarlo.

  • Le prese generiche si collocano a un'altezza che consente di raggiungerle senza piegarsi completamente e che resta libera dietro i battiscopa e i mobili bassi.
  • Le prese sopra i piani di lavoro in cucina vanno alla quota che le mantiene sopra lo schienale e sotto i pensili, in modo da essere utilizzabili senza ostacoli.
  • Gli interruttori si mettono a un'altezza uniforme in tutta la casa e sul lato di apertura della porta, mai dietro il battente.
  • Le prese ai lati del letto vanno alla quota del comodino, non a quella del battiscopa: è la differenza fra un cavo ordinato e un groviglio permanente.
  • La presa e il passaggio cavi del televisore a parete vanno posizionati dietro lo schermo, con una canalizzazione che permetta di far scendere i cavi fino al mobile senza lasciarli a vista.
  • I punti a pavimento per il tavolo o l'isola cucina vanno decisi in fase di tracciatura, perché dopo la posa del pavimento non sono più realizzabili senza demolizioni.

A queste si aggiunge un principio di uniformità che vale più di ogni singola quota: tutti gli interruttori alla stessa altezza, tutte le prese generiche alla stessa altezza, la stessa logica di comando in ogni stanza. Un impianto coerente si usa senza pensarci, ed è anche molto più semplice da manutenere.

Le Predisposizioni che Costano Poco Ora e Molto Dopo

Alcune scelte, se fatte a muri aperti, hanno un costo marginale; le stesse scelte, fatte dopo, richiedono di riaprire le tracce. Vale la pena valutarle tutte in fase di progetto, anche quando non se ne prevede l'uso immediato.

  1. Il cablaggio dati. Un cavo di rete verso il soggiorno, verso lo studio e verso il punto in cui si vorrà mettere un ripetitore wi-fi costa oggi il prezzo del cavo. Domani costa un cantiere.
  2. La linea per la stazione di ricarica. Anche senza auto elettrica, lasciare predisposto un tubo dal quadro verso il box o il posto auto è la differenza fra un'installazione semplice e un intervento sulle parti comuni.
  3. Il tubo di scorta verso l'esterno per una futura telecamera, un sensore o un punto luce sul terrazzo.
  4. Lo spazio libero nel quadro. Un centralino dimensionato con moduli di riserva consente di aggiungere circuiti e protezioni senza sostituirlo. È forse la predisposizione con il miglior rapporto fra costo e utilità.
  5. La separazione dei circuiti oltre il minimo. Più circuiti significano guasti circoscritti e diagnosi rapide: il costo aggiuntivo è quello di qualche interruttore e di qualche metro di cavo, a fronte di una comodità che dura decenni.

Il criterio per decidere è semplice: se una predisposizione richiede, per essere fatta domani, di riaprire una traccia o di coinvolgere il condominio, allora oggi va valutata seriamente. Tutto ciò che invece resta accessibile — un frutto, una placca, un apparecchio — può tranquillamente essere aggiunto in seguito.

Prese Speciali e Circuiti Dedicati: Quando Servono

Alcune utenze non vanno semplicemente collegate a una presa in più: richiedono una linea propria, dimensionata e protetta separatamente. Riconoscerle in fase di progetto evita interventi successivi.

  • Piano cottura a induzione. Assorbe molto e in modo concentrato: va alimentato con linea dedicata dal quadro, dimensionata sulla potenza dichiarata dal costruttore e non sulla presa più vicina.
  • Forno elettrico. Anche quando è previsto con spina, merita un proprio circuito: condividerlo con il piano di lavoro è la causa più frequente di interventi del magnetotermico durante la preparazione dei pasti.
  • Lavatrice e lavastoviglie. Circuito proprio e presa in posizione accessibile senza spostare l'apparecchio, per poter sezionare in caso di perdita d'acqua.
  • Climatizzatori fissi. Linea dedicata con protezione dimensionata sull'unità esterna, e differenziale del tipo adatto ai carichi con elettronica di potenza.
  • Pompa di calore e scaldacqua. Carichi continuativi e di potenza rilevante, con esigenze di protezione proprie e spesso soggetti a programmazione oraria.
  • Stazione di ricarica per veicoli. Circuito dedicato dal quadro, protezioni specifiche previste dalla norma per questa applicazione e dispositivo di gestione del carico se la potenza contrattuale non è sufficiente a sommare la ricarica ai consumi di casa.

Il criterio generale è semplice: ogni apparecchio che assorbe molto, che funziona a lungo o che si guasta in modo tale da dover essere isolato senza spegnere il resto della casa merita un circuito proprio. Il costo aggiuntivo è quello di un interruttore e di una linea; il beneficio è che un guasto resta confinato dove è nato.

Il Punto Dati Accanto a Ogni Presa: Come Cambia la Casa

Il fabbisogno che cresce più rapidamente non è quello elettrico ma quello di rete. Televisori, decoder, console, sistemi audio, telecamere, videocitofoni, termostati e stazioni di ricarica funzionano meglio su cavo che su radio, e in molti appartamenti romani con muri spessi il collegamento senza fili è il collo di bottiglia dell'intera casa.

La regola pratica è prevedere almeno un punto dati dove c'è un televisore, uno nello studio, uno vicino al punto in cui si vorrà collocare un ripetitore, e la predisposizione verso l'ingresso, dove tipicamente arriva la linea e si colloca il router. Se l'appartamento è su più livelli, il collegamento fra i piani va previsto in fase di tracciatura perché dopo diventa impraticabile.

Il cablaggio dati va tenuto separato dai conduttori di energia, con canalizzazioni proprie o con separatori nelle canaline in comune, per evitare disturbi. Anche le scatole vanno distinte: mettere il frutto di rete nella stessa scatola di una presa di corrente è possibile solo con i separatori previsti dal costruttore della serie civile.

Un ultimo elemento che vale la pena prevedere è un piccolo armadio o vano tecnico, anche di poche unità, in cui concentrare router, alimentatori, eventuale switch e videoregistratore. Alimentato con una presa propria e ventilato, evita che gli apparecchi finiscano sparsi sui mobili con cavi a vista, e rende ordinata la parte della casa che negli anni cresce di più.

Progettare l'impianto sulle abitudini di chi ci vive, e non sul minimo consentito, è la scelta che si ripaga ogni giorno per vent'anni.

Progettare bene le dotazioni è la parte meno costosa e più duratura di un impianto.

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